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Il Neurochirurgo

 

Il neurochirurgo pediatra è spesso una delle prime figure mediche a inquadrare clinicamente il bambino affetto da malformazioni del cranio e della faccia e ad attivare poi l’iter diagnostico e terapeutico multidisciplinare. Il bambino può giungere all’osservazione in elezione, nei casi di craniostenosi isolata, inviato dal pediatra di riferimento o dietro richiesta della famiglia per il riscontro di una asimmetrica crescita del cranio; oppure in urgenza, prevalentemente nelle forme sindromiche e spesso già subito dopo la nascita quando la severità e la complessità delle stenosi multisuturarie si associa ad un aumento della pressione intracranica e idrocefalo.
Il ruolo del neurochirurgo pediatra è quindi molteplice. In primo luogo è necessario definire il tipo di malformazione del cranio e le eventuali complicanze associate a carico dell’encefalo e, meno frequentemente, del midollo spinale. In secondo luogo stabilire quale/i interventi chirurgici siano necessari e con quale sequenza e tempistica. Infine indirizzare il paziente alla valutazione polispecialistica. Si viene così a creare intorno al piccolo paziente una rete di collaborazioni che viene portata avanti nel tempo, soprattutto nelle forme sindromiche e nelle faciocraniosinostosi, durante tutta la crescita. Lo scambio di informazioni cliniche tra neurochirurgo pediatra, chirurgo maxillo-faciale, oculista, fisioterapista, odontoiatra, otorino è infatti indispensabile a definire un piano terapeutico assistenziale personalizzato e quindi ad intervenire nel tempo al momento e con il trattamento opportuni per permettere uno sviluppo quanto più armonico e il controllo ottimale dello sviluppo delle funzioni del sistema nervoso centrale, delle vie aeree, delle funzioni visive e un adeguato sviluppo psicomotorio.
Le procedure neurochirurgiche più frequenti sono le procedure di diversione liquorale con shunt e/o manovre endoscopiche in caso di idrocefalo; le procedure di rimodellamento della volta cranica con tecnica mini invasiva, endoscopica, tradizionale a cielo aperto, rimodellamento con impiego di distrattori metallici o in materiale riassorbibile (spring); decompressioni craniche; collaborazione con il chirurgo maxillo-faciale nelle procedure di avanzamento della fronte e della faccia (Le Fort III e Le Fort IV). Raramente possono essere associate malformazioni vertebro-midollari di pertinenza chirurgica (malformazione di Chiari, vertebre a farfalla, tethered cord).

Dr. Lorenzo Genitori – Dr.ssa Barbara Spacca