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IL TRATTAMENTO CHIRURGICO DELLE LPS (PROF ROBERTO BRUSATI)

 

Le labiopalatoschisi ( LPS ) sono la più frequente delle malformazioni congenite della faccia ( 1 su 700 dei nati ) e fin dall’ antichità hanno trovato trattamento chirurgico. In un documento cinese del 390 a C si parla di un di un dignitario dell’ imperatore che era stato operato per una malformazione al labbro. Ulteriori documenti attestano interventi chirurgici per tale malformazione presso i Greci ed i romani...
Nel 1700 Parè,chirurgo francese,ha presentato una metodica chirurgica mediante la quale dopo avere ravvivato i margini della schisi li avvicinava con una legatura particolare ad 8 passata attorno ad uno o più aghi che attraversavano i margini della schisi. La vera evoluzione del trattamento è dovuta agli studi anatomici di Victor Veau, chirurgo francese che negli anni 30 del secolo scorso, pose le basi per il trattamento razionale delle schisi. I punti fondamentali della filosofia di Veau sono:

  1. Non vi è mancanza di tessuti : questi sono retratti, dislocati ma presenti.
  2. Il riordino anatomico della strutture dislocate è essenziale per una corretta riparazione.
  3. Una cattiva crescita facciale o una cattiva funzione sono per lo più conseguenza di un non buona ricostruzione anatomica.

Se questi principi sono ancora oggi la base di una chirurgia riparativa delle LPS, innumerevoli sono le tecniche e i protocolli che vengono seguiti (Eurocleft ha riscontrato su 201 Centri europei 194 protocolli differenti).

E’ fondamentale che il trattamento delle LPS venga effettuato da una equipe che accumuli una sufficiente casistica annua di nuovi casi, almeno 30 all’anno secondo le direttive di Eurocleft(Shaw 2001) e che tale trattamento venga effettuato in un Centro cui afferiscono le diverse specialità che oltre al neonatologo e al chirurgo sono rappresentate da ortodontista, foniatra, logopedista e otorinolaringoiatra.