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Esiti labionasali

 

La chirurgia delle labiopalatoschisi è caratterizzata da esiti labionasali variabili a seconda della tecnica utilizzata per il trattamento primario e sono certamente molto operatore-dipendenti. Variano notevolmente tra schisi unilaterali e bilaterali. Nelle prime, una cheilorinoplastica primaria può dare un risultato veramente buono che non necessita di ulteriori ritocchi. Spesso però possiamo osservare una asimmetria dell’arco di Cupido, per cui occorrerà per lo più un allungamento con plastica a Z oppure un accorciamento con escissione; slivellamento del confine muco-cutaneo che andrà corretto con piccola escissione e riallineamento; insufficiente ricostruzione muscolare (solitamente associata a malposizione del piede dell’ala nasale) che necessita della riapertura della cicatrice, ampia liberazione muscolo-periostea, riallineamento e sutura muscolare; asimmetria del bordo libero del labbro ed insufficiente spessore nella parte centrale per la correzione dei quali plastica a VY, avanzamento mucoso vestibolare e/o lipofilling riescono ad ottenere ottimi risultati. Le asimmetrie del naso legate a distopia della cartilagine alare ed a deviazione settale vengono corrette con rinosettoplastica per lo più con tecnica open: il setto viene dapprima liberato, raddrizzato con incisioni di indebolimento e applicazione di innesti di mantenimento, posizionato e stabilizzato alla spina nasale. La deformità più tipica del naso della schisi bilaterale è la brevità della columella e la diastasi dei dome alari. La correzione viene per lo più effettuata allungando la columella con due lembi cutanei scolpiti sulle pregresse cicatrici (forked flap), associati alla esposizione delle cartilagini alari che vengono tra loro avvicinate a livello dei dome. Il supporto della punta è accentuato con l’impiego di un innesto di cartilagine del setto che va dalla punta alla spina nasale. Sovente è necessario ridurre le basi alari con escissione cutanea ed avvicinarle alla linea mediana con punti muscolari.