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LPS

 

PROTOCOLLO SCUOLA di MILANO CLASSICO

 

Palatoschisi isolata, schisi sottomucosa e sequenza di Robin
La palatoschisi isolata è una malformazione geneticamente indipendente dalle labiopalatoschisi che può coinvolgere solo il palato molle,o più o meno estesamente anche il palato duro fino al canale naso palatino(caso 10,11). Raramente,solo per le schisi più ampie,è indicata l’applicazione della placca ortopedica per diminuire l’ampiezza della schisi.
L’intervento che viene effettuato attorno ai 10-12 mesi ha lo scopo di ricostruire in tre piani il palato molle con la medesima tecnica di ricostruzione muscolare al microscopio già descritta e in due piani(nasale e orale) il palato duro. Solo nei casi più ampi(caso 12) sono necessarie incisioni laterali di rilasciamento a livello del muco periostio orale del palato duro per permettere senza tensione la sutura sulla linea mediana.
Particolarmente importante è la diagnosi precoce di schisi sottomucosa. Il palato duro e molle possono presentarsi praticamente normali ma un’accurata anamnesi e palpazione oltre ad una valutazione foniatrica portano alla diagnosi. L’impossibilità alla suzione alla nascita ed il passaggio di latte verso il naso possono insospettire;la presenza alla palpazione del margine posteriore del palato duro ove si apprezza una incisura a V aperta verso l’indietro invece della spina nasale posteriore diventa un segno certo che spiega così una rinolalia magari per anni imputata a disturbi del linguaggio di origine centrale.
La diagnosi precoce e quindi una riparazione con riorientamento muscolare corretto permettono l’acquisizione di una normale fonazione,cosa più difficile da ottenere se l’intervento viene effettuato tardivamente. Del tutto differenti sono i problemi della sequenza di Pierre Robin consistente nella triade palatoschisi, microgenia, glossoptosi. Nel corso dello sviluppo embrionale può succedere che l’ampia palatoschisi faccia si che la lingua resti incarcerata nelle fosse nasali e che essa tenga così arretrata la mandibola che non riesce a crescere sagittalmente. Un’altra ipotesi è che una mandibola primitivamente piccola impedisca alla lingua di scendere e pertanto quest’ultima causerebbe la palatoschisi e ne caratterizzerebbe la particolare ampiezza. Quale che sia l’ipotesi eziopatogenetica alla nascita è presente una difficoltà respiratoria di grado variabile. Nei casi più modesti il problema si risolve con la semplice postura sul fianco mentre per i più gravi occorre considerare tutta una serie di provvedimenti terapeutici dai meno ai più invasivi che vanno dalla placca ortopedica al tubo rinofaringeo,alla labioglossopessia alla distrazione mandibolare(per evitare o rimuovere la tracheotomia).

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